La distruzione di Mozia

Home

Mozia

 

I drammatici avvenimenti che ventiquattro secoli or sono causarono la distruzione di Mozia rappresentano l'epilogo di una complessa vicenda che aveva visto intrecciarsi la storia di Mozia con quella di Cartagine.

I legami fra le due città, propiziati dalla comune origine fenicia, si intensificarono nel corso del VI secolo A.C, quando Mozia, preoccupata di fronteggiare l'aggressivo espansionismo greco, culminato nella fondazione di Selinunte( 628 A.C) e nel tentativo infruttuoso di fondare una colonia su capo Boeo ( 580 A.C), strinse un'alleanza militare con Cartagine, che nel frattempo era divenuta una fra le più ricche e potenti città del Mediterraneo.

Questa alleanza segnò l'ingresso di Cartagine nella secolare disputa per il predominio sulla Sicilia. A partire dal VI secolo A.C l'isola fu teatro di numerose guerre fra punici e greci alle quali Mozia partecipò rivestendo un ruolo di primo piano come principale roccaforte filo-cartaginese. E in questo quadro proprio Mozia nel 397 A.C, divenne obiettivo di una poderosa campagna militare organizzata dalle città greche coalizzatesi sotto la guida del tiranno siracusani Dionigi il Vecchio.

Diodoro Siculo (I secolo A.C) ci fornisce un resoconto dei fatti che si verificarono in occasione dell’attacco armato.

Dopo aver piegato la resistenza della flotta navale cartaginese costringendola alla fuga, l’esercito di Dionigi forte di più di ottantamila uomini e circa duecento trireme da guerra, cinse d’assedio Mozia. Le truppe greche riuscirono in breve a vincere la resistenza degli assediati e aprirono una breccia attraverso le mura, introducendosi nella città.

I moziesi, nonostante fossero inferiori di numero, non si arresero, preferendo asserragliarsi nelle loro case e combattere fino alla morte. Alla fine la città venne  saccheggiata e data alle fiamme. La maggior parte degli abitanti, compresi donne, anziani e bambini, fu massacrata durante gli scontri, mentre i pochi superstiti furono catturati e ridotti in schiavitù.

Ai greci che vivevano a Mozia, colpevoli di aver stretto amicizia e convissuto  con i nemici, venne riservata una sorte peggiore: furono tutti crocifissi.

Alcuni anni più tardi i cartaginesi riacquisirono il controllo del territorio perduto, ma Mozia non torno mai più al suo antico splendore. Il sito  fu considerato poco difendibile, ragion per cui si preferì creare una nuova città su capo Boeo(1).

Continuò però ad essere frequentata fino alla metà del terzo secolo A.C come dimostrano alcuni reperti recuperati nel Tophet e la  “casa dei mosaici”,  risalente ad un periodo di poco posteriore alla data della distruzione.

Continua......

 

Note:

1) Fu chiamata Lilybeo (l’odierna Marsala).