La pesca della spigola
Di Dario Tartamella

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La spigola (Dicentrarchus labrax) è una delle prede più ambite dal pescatore in apnea vuoi per la bontà superlativa delle sue carni, vuoi per il suo comportamento scaltro ed imprevedibile.

Nella stagione invernale questo predatore intensifica la sua presenza nel bassofondo andando a caccia di minutaglia; è il momento propizio per cacciarlo, occorre eseguire aspetti ben portati anche in due spanne d'acqua e sparare non appena è a tiro, anche di muso. 

 

 

 

SPIGOLA

Ordine:    Perciformi

Famiglia: Serranidae

GENERE:  Dicentrarchus

 

 

 

PIANIFICAZIONE DELLA BATTUTA

La spigola frequenta tutto il mediterraneo, predilige le scogliere molto frastagliate, le zone in cui ci sono corsi d'acqua dolce.

L'incontro con questo pesce è più frequente nei mesi di Dicembre - Gennaio, talora con esemplari di mole considerevole; 

Le condizioni meteo sono fondamentali: risacca sotto costa,  mare in scaduta.

 

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   ATTREZZATURA

 

La muta deve essere preferibilmente mimetica, sconsigliabile il nero, molto visibile nel luminoso ambiente del bassofondo; la giacca almeno da 6 mm di spessore considerata la stagione, i pantaloni debbono essere foderati esternamente poichè il più delle volte effettueremo degli aspetti tra i marosi incastrandoci con le ginocchia tra i massi del bassofondo.

E' fondamentale l'uso di guanti in neoprene da 3 mm, rinforzati sul palmo e sulle dita, che ci consentono una presa decisa sugli scogli ed evitano di procurarci ferite alle mani, non per ultimo ci proteggono dal freddo.

La maschera deve avere una visuale ampia per permetterci di potere osservare una grossa porzione di fondale senza muovere troppo il capo mentre siamo appostati sul fondo all'aspetto.

Mai come in questa pesca la zavorra deve essere ben equilibrata, per cui schienalino e cavigliere sono d'obbligo in quanto ci muoveremo spesso in una spanna d'acqua e bisogna effettuare la capovolta in modo estremamente silenzioso; ciò si può ottenere solamente con un ottimale distribuzione dei pesi

Le pinne debbono avere una pala non troppo lunga visto che ci muoveremo spesso in pochissimo fondo ma al contempo debbono garantire una buona spinta per contrastare le correnti generate dall'onda di risacca.

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LE TECNICHE DI PESCA

 

Personalmente insidio la spigola con la tecnica dell'aspetto, l'agguato o un mix di ambedue.

 

Cenni sulla tecnica dell'aspetto

La pesca all'aspetto consiste sostanzialmente nello sfruttare la curiosità di talune specie ed il loro istinto di territorialità.

Si effettua analizzando dalla superficie il fondale sottostante alla ricerca di un anfratto, uno scoglio, una depressione del fondale che ci permetta di nasconderci alla vista del pesce.

Effettueremo ,quindi, una capovolta il più possibile silenziosa e planeremo sul fondale con l'intento di nasconderci nel sito che dall'alto avevamo precedentemente individuato; il fucile sarà puntato in avanti nella direzione dove presumiamo possa giungere la preda e senza far alcun rumore aspetteremo che compaia e giunga ad una distanza utile per sparare.

 

Cenni sulla tecnica dell'agguato

L'agguato in basso fondo è una tecnica estremamente efficace ma altrettanto difficile da effettuare.

Consiste nel fare un percorso subacqueo studiato per raggiungere un determinato punto senza mai scoprirci alla vista della possibile preda aggirando scogli senza l'uso delle pinne ma avanzando molto lentamente con l'ausilio della sola mano sinistra e quindi portare a tiro il pesce senza che se ne accorga.

Occorrono grandi doti fisiche ed una acquaticità superiore; è una tecnica che solo i pescatori più esperti sono in grado di praticare.

 

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L’ARMA

Questa è l'arma con cui per la gran parte delle mie uscite in mare insidio questo splendido pesce: è un arbalete da 100 cm monoscocca in fibra di carbonio allestito per la pesca invernale al pesce bianco.

Le sue caratteristiche sono l'estrema facilità negli spostamenti per mirare al pesce, la velocità dell'asta sparata.

Come si può notare gli elastici sono da 16 mm. di diametro, l'asta da 140 cm. in acciaio brunito da 6 mm. monoaletta.

In questa configurazione il mio fucile si rivela estremamente brandeggiabile negli spostamenti laterali grazie al ridotto spessore delle gomme da 16;  l'astina da 6 mm. mantiene il fucile leggero, ha una velocità sul breve "fulminante" e un potere di penetrazione ottimo per il pesce bianco.

Il mulinello è d'obbligo visto che la possibilità di incontrare pesci di una certa mole non è rara.

Se la risacca è molto violenta o la visibilità scadente occorre optare per un'arma diversa, un buon arbalete da 75 cm. con lo stesso allestimento riguardo asta (6 mm)  ed elastici (16 mm) è sicuramente il miglior compromesso in queste condizioni; tale misura ci consentirà un brandeggio eccellente  tra i marosi e  nelle zone dove ci sia maggiore visibilità ci permetterà di effettuare discreti tiri al libero.

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FOTO

 

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