INTERVISTA COL NUDISTA  
  Di Alberto Amoroso   

 

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Quando si parla di nudismo, la maggior parte delle persone in genere è portata a definirlo una forma di esibizionismo o un’inutile bizzarria, qualcuno addirittura una perversione sessuale. Ma quanti di questi giudizi sono frutto di semplici  inibizioni, di preconcetti, di ipocrisia indotti dall’ adesione all’etica corrente  e quanti invece derivano da un’esperienza  personalmente vissuta?  Incuriosito da questo modo di vivere che, oltre le critiche anzidette, suscita anche significativi consensi soprattutto fuori dall’Italia, ho intervistato un amico che da alcuni anni ha scelto di praticarlo, sperando così di dare un contributo di informazione su uno stile di vita ancora misconosciuto ai più.

Ho incontrato il mio amico Nino  alcuni giorni fa. Subito dopo avermi fatto accomodare sul divano del soggiorno di casa sua, mi ha porto un album di fotografie. Raffiguravano lui insieme ad altre persone nude; mi sorprendevano la spontaneità degli atteggiamenti, la serenità  delle espressioni sui loro visi. Non notavo nessuna malizia, nessuna perversione, nessun desiderio di provocazione in ciò che osservavo. Nel frattempo Nino mi spingeva a riflettere sulle sue foto, con sottile compiacimento. Poi, non appena ho chiuso l’album, mi ha detto: “ Ciò che noi oggi chiamiamo “nudità”  è semplicemente l’aspetto di tutte le creature viventi, compreso l’uomo; solo che non siamo abituati a definire un cane, un cavallo o un albero nudi perché la loro “nudità” non ci scandalizza. Apprezziamo il corpo nudo nei films , nella pubblicità o attraverso le scollature di un abito, senza dimenticare che in campo artistico ne esistono pure esempi straordinari che mai ci sogneremmo di contestare, vedi i nudi della cappella Sistina, i bronzi di Riace, o la maya di Goya e potrei citarti  tantissime altre opere. Perché dovremmo accogliere un’idea in alcuni contesti rifiutandola poi in altri?  La gente è stranamente presa dal bisogno di coprire il proprio corpo, anche quando non ce ne sarebbe alcun bisogno. Eppure non riflette mai abbastanza sul fatto di essere nata senza vestiti. Se Dio, come dice la bibbia, ci ha creati nudi (erano ambedue nudi e non ne provavano vergogna, viene detto nella Genesi 2. 25 a proposito di Adamo ed Eva) evidentemente lo ha fatto perché così ci ha ritenuto completi. Considerare alcune parti del  proprio corpo come un’indecenza da nascondere è una mistificazione. Il fatto di vestirsi ha una sua importanza se si tratta di proteggersi dal freddo oppure se ci sono particolari esigenze igieniche da rispettare, ad esempio quando mangiamo; altrimenti è perfettamente inutile”.         

Eppure –ho replicato- ora tu sei vestito e in base a ciò che hai appena detto, mi sembra che potresti anche stare nudo. Non si tratta di un controsenso rispetto allo stile di vita che pratichi? 

“No. È vero, mi sarei anche potuto far trovare nudo, normalmente è così che sto a casa mia. Se non l’ho fatto è perché non so come avresti reagito nei confronti della nudità. È importante avere rispetto per il prossimo. La maggior parte delle persone ha valori etici tali da non poter accettare la libera nudità ed io posso non condividerli ma non per questo non li rispetto”.    

Che cos’è il nudismo?               

“ Il nudismo è uno stile di vita che non si riduce solo al fatto di togliersi i vestiti quando ciò fa piacere senza che disturbi il prossimo. Nudismo significa soprattutto spogliarsi da tutti quei condizionamenti imposti dal nostro contesto sociale che ci impediscono una piena crescita umana, significa ritrovare quel contatto profondo con la natura che la maggior parte degli uomini civilizzati ha perso. La pratica della nudità non è che  il presupposto di questo modo di vivere. Il nudismo è un modo di essere liberi. E non bisogna credere che sia assolutamente necessario andare in un villaggio nudista per praticarlo. Il giorno di Pasquetta ad esempio, mi è capitato di correre a piedi nudi su un terreno appena arato: ho provato una sensazione indescrivibile di morbidezza, straordinariamente piacevole… Anche questo è nudismo!”.

Che benefici hai riscontrato nel  nudismo?

“Innanzi tutto mi sono accorto che il dialogo tra due persone nude è più sincero. Fin da quando  sono entrato a contatto per la prima volta con altri nudisti trascorrendo le vacanze estive in un villaggio naturista, ho capito che la nudità  aiuta ad essere se stessi: all’interno del villaggio infatti ciascuno  abbandona il proprio status sociale per ridiventare un uomo libero che si chiama semplicemente per nome. Inoltre  ho riscontrato vari benefici per la salute fisica, a cominciare da una migliore termo-regolazione del mio corpo che mi preserva da raffreddori, mal di testa, influenze, bronchiti”.

Qual è la realtà attuale del nudismo in Italia?

“Non bella purtroppo. L’Italia è l’unica nazione civile a non avere ancora una legge sul naturismo, perciò chi lo pratica è costretto a sopportare numerosi disagi, primo fra tutti l’ assenza di spazi pubblici appositamente destinati. Fa eccezione solo la spiaggia romana di Capocotta che recentemente il comune di Roma ha destinato alla balneazione dei nudisti. Di conseguenza chi in Italia vuole praticare il nudismo fuori dalla propria casa ha due sole alternative: o quella di appartarsi nei luoghi più isolati con il rischio di poter essere comunque sempre denunciato per oltraggio al pudore, oppure quella di andare in uno dei pochi club privati per naturisti esistenti, semprechè  i gestori gli rilascino la tessera d’ingresso”.

Se una persona fosse interessata a provare un esperienza di nudismo, cosa le diresti?

“Le proporrei di provare con persone che non conosce perché con dei conoscenti sarebbe più difficile, si potrebbero creare più  facilmente inibizioni”.

C’è qualcosa che auspichi nel futuro per il movimento nudista?

“L’eliminazione totale dei guardoni... Scherzo! Mi auguro soprattutto che l’Italia possa avere presto una legge sul naturismo, come la maggior parte dei paesi che partecipano all’Europa unita. Spero anche che il numero dei praticanti italiani (attualmente sono circa 200.000, di cui solo 8.000 iscritti alle associazioni naturiste UNI, ANITA e FENAIT) raggiunga i livelli di nazioni come la Spagna, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Olanda, la Finlandia, la Svezia, la Danimarca o la Croazia, nazioni in cui il nudismo non è un tabù”.

 

Creazione di Adamo

Michelangelo Buonarroti, creazione di Adamo 1508-1512, cappella Sistina.

 

 

Francisco Goya, Maya desnuda 1800-1803, Madrid, museo del Prado.

 

Bronzo di Riace

Bronzo di Riace, metà V sec. a.C., Reggio Calabria, museo nazionale.