Poesie di Walt Whitman

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A te

Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me,
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?

Walt Whitman

 

Come Adamo presto al mattino

Come Adamo presto al mattino,
che cammina uscito dalla capanna di fronde rinfrancato
dal sonno,
guardami mentre passo, odi la mia voce, avvicinami,
toccami, accosta il palmo della tua mano al mio corpo
mentre passo,
non avere paura del mio corpo.

Walt Whitman  

 

Ahimè! Ah vita!

Ahimè! Ah vita! Di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei senza fede, di città piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più sciocco
di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti
nodi,
a domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre- Che cosa
c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

  Risposta

Che tu sei qui-che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

Walt Whitman

 

Da Canto il corpo elettrico

Canto il corpo elettrico,
le schiere di quelli che amo mi abbracciano e io li abbraccio,
non mi lasceranno sinchè non andrò con loro, non risponderò
loro,
e li purificherò, li caricherò in pieno con il carico dell’anima.

Walt Whitman