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Riserviamo poi del tempo, per una visita alla riserva naturale dello Zingaro, cui si può accedere sia da Scopello che da S.Vito lo Capo. Lo Zingaro costituisce un ambiente senza compromessi, uno degli ultimi angoli assolutamente incontaminati che la Sicilia può offrire.

 
 

 

 

 

 
 

Percorrendo il sentiero costiero che lo  attraversa collegando i due ingressi, scopriamo una successione di piccole cale bagnate da un mare dai colori cangianti, che si aprono nella roccia a strapiombo sul mare. Ai bordi del sentiero una successione infinita di cespugli di palma nana con le foglie dalla caratteristica forma netta e definita; da un lato il mare dall’altro le cime dei monti formati da rocce calcaree risalenti al mesozoico che si innalzano solenni sulle nostre teste, estremo rifugio dei falconi, del Nibbio, dell’Allocco, del Corvo imperiale, dell’ Upupa e dell’ Aquila del Bonelli che ancora vi nidifica. La flora annovera numerose specie autoctone come la quercia da sughero, il carrubo, il frassino da manna la disa e l’immancabile palma nana, inoltre numerosi endemismi rari come lo zafferanetto di Linares, l’ofride di Oxirrinchos, l’ orchis di Branciforte e il cavolo trapanese.

 
 
 

 

 

 

 
 
 
 
 

All’interno del parco possiamo visitare anche il Museo Etnografico nel quale sono raccolti strumenti agricoli tradizionali, il Museo Marino al cui interno è conservata una riproduzione in scala della camera della morte di una tonnara, il Museo Naturalistico dove sono raccolte le immagini di tutte le specie della flora e della fauna dello Zingaro.

 

 

 

 
 
 
   
     
 

Giungiamo infine a Castellammare del Golfo, ultima tappa del nostro itinerario. È piacevole una passeggiata lungo le banchine del porto su cui si affaccia l’imponente castello, da cui la piccola città ha tratto il nome, che fu riedificato in epoca aragonese, sui resti di un preesistente fortilizio saraceno.