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<< Trapani     -     S.Vito>>

   
 

 
 
 

Lasciata Trapani saliamo lungo i tornanti della strada provinciale, fino ad Erice. Qui, in cima alla montagna, la percezione del tempo sembra allungarsi, tutto appare sospeso fra il presente ed un passato che non ci appartiene; fra le stradine in pietra grigia dell’antichissima città elima, riedificata dai normanni nel XII secolo, scopriamo monumenti

Erice - Castello di Venere

 
 

 

 

 
  straordinari come la chiesa della Matrice costruita agli inizi del trecento, con la sua possente torre campanaria originariamente utilizzata dagli aragonesi durante la guerra del Vespro, per controllare il mare antistante la città di Trapani, frequentemente minacciata dagli attacchi della flotta angioina. Giungendo al Municipio di Erice, magari dopo aver gustato una “genovese”, dolce tipico preparato dai pasticceri ericini, potremo visitare il museo “Cordici”, dove spicca soprattutto la meravigliosa Annunciazione di Antonello Gagini, scultura realizzata nel 1525. Imboccando la via Guarnotti osserviamo poi in successione la  chiesa di S. Pietro dall’elegante interno tardobarocco, situata proprio di fronte i locali del centro di cultura scientifica “Ettore Maiorana” e la chiesa di S. Giuliano, anch’essa settecentesca, affiancata da un campanile con il tetto dalla curiosa forma a cuspide.
 
 
 

 

 

 

 
 
 
 
 

Continuando fino al termine di via Guarnotti arriviamo all’ingresso del Giardino del Balio che con la sua vegetazione rigogliosa circonda il Castello di Venere e le torri del Balio di epoca normanna. Dai vari belvedere del giardino si godono panorami straordinari che spaziano sui colli dell’agro ericino e sulla costa trapanese.

Golfo di Bonagia

 

 

 

 
 
 
   
     
 

Da Erice scendiamo lungo la strada per Valderice e da qui raggiungiamo il borgo di Bonagia che si sviluppa attorno al piccolo porto  ed alla sua tonnara seicentesca, oggi restaurata e adibita a residence e albergo.
Percorriamo poi la strada provinciale in direzione San Vito. Lungo il percorso spicca davanti ai nostri occhi la cima solitaria di monte Cofano che si protende in mezzo al mare col suo picco di roccia dolomitica. Una volta giunti nel paese di Custonaci, centro di produzione marmifera di rinomanza internazionale, non può mancare una visita alla bella chiesa della Matrice, tutta decorata al suo interno con pregiati marmi estratti dalle cave locali fra cui spicca soprattutto il celebre “perlato”.

   
 
 
 
 
     
 

 

In questa chiesa è conservato un prezioso quadro dipinto nella prima metà del XVI secolo e  raffigurante la Madonna col bambino, particolarmente venerata da parte della popolazione locale che ogni anno nell’ultimo mercoledì di agosto le dedica grandi festeggiamenti culminanti con giochi pirotecnici.
Non lontano da Custonaci sorge la stazione balneare di Cornino, conosciuta per il suo mare

Monte Cofano

 
 
 
   
   
   
 

incontaminato e  anche perché, nella grotta Mangiapane a poca distanza da qui, viene ogni anno allestito un presepe vivente in cui sono riproposti antichi mestieri e scene di vita contadina della Sicilia dell’ottocento. 

Da qui proseguiamo sulla statale verso il paese di San Vito lo Capo.